https://youtu.be/-BO7J5QO-IoDa un’ idea di Anita Sorano

In occasione dell’anniversario del Teatro al Massimo di Palermo riaperto 27 anni fa grazie al Direttore Artistico Aldo Morgante inizia una rubrica in escusiva su Radio In 102 dedicata al Teatro.

Con lo scopo di portare il teatro in Radio ed il pubblico a Teatro.

“Benvenuti a Teatro : dove tutto è finto ma niente è falso”- ( G.Proietti)

 

 

 

 

Teatro “Al Massimo”, Carlo Buccirosso in scena dal 7 al 16 febbraio 2020 con

“La rottamazione di un uomo perbene”

L’attore Carlo Buccirosso sarà in scena al teatro “Al Massimo” di Palermo, dal 7al 16 febbraio, con “La rottamazione di un uomo perbene” tratto da “Il miracolo di Don Ciccillo”.

La regia è di Buccirosso, le scene sono curate da Gilda Cerullo e Renato Lori, i costumi da Zaira de Vincentiis, le musiche sono di Paolo Petrella e le luci di Francesco Adinolfi. Gli altri protagonisti sono

Donatella De Felice(moglie) Elvira Zingone(figlia) Giordano Bassetti(figlio)

Fiorella Zullo(cognata) Peppe Miale(cognato), Gino Monteleone(sacerdote) Matteo Tugnoli (filippino)

Davide Marotta(postino), Tilde De Spirito(suocera).

Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento. Sposato con Valeria Vitiello, donna sanguigna dal carattere combattivo, è padre di due figli Viola e Matteo, la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato.

Alberto vive ormai, da quasi quattro anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso. Difatti, un pò a causa della crisi economica del paese e della propria attività di ristorazione di riflesso, e anche a seguito di una serie di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, Alberto si è ritrovato a dover combattere una personale disperata battaglia contro gli attacchi spietati dell’Equitalia che, con inesorabile precisione lo colpisce quasi quotidianamente nella quiete della propria abitazione, ormai ipotecata da tempo, con cartelle esattoriali di tutti i tipi, di tutti generi, di svariate forme e consistenza. E ben poco sembra poter fare l’amore quotidiano di sua moglie Valeria e dei suoi due figli, tesi a recuperare la lucidità di Alberto attraverso l’illusoria rappresentazione di una realtà ben diversa da quella che logora ormai da tempo la serenità dell’intera famiglia Pisapia. Ed un altro grosso problema contribuirà a peggiorare ancor di più la malattia di Alberto, un cancro indistruttibile che neppure la medicina più all’avanguardia sarebbe stata in grado di debellare: la malvagità di sua suocera Clementina, spietato ed integerrimo funzionario della agenzia delle Entrate! Soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare l’anima di Alberto, posseduto irrimediabilmente da orribili pensieri di morte… farla finita con la propria vita, o con quella di sua suocera?!? Un incubo dal quale potersi liberare solo grazie all’amore della famiglia, che si prodigherà per salvare la vita di un onesto contribuente di questa Iniquitalia.

Teatro “Al Massimo”, dal 24 gennaio al 2 febbraio prossimo Enzo De Caro in

“Non è vero ma ci credo”

L’attore Enzo Decaro sarà in scena al Teatro “Al Massimo” di Palermo con la commedia di Peppino De Filippo “Non è vero ma ci credo”, in programma dal 24 gennaio al 2 febbraio prossimo. La regia è di Leo Muscato, le scene sono curate da Luigi Ferrigno, i costumi da Chicca Ruocco, le  luci da Pietro Sperduti. Gli altri attori sono Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Luciana De Falco Carlo Di Maio, Giorgio Pinto Ciro Ruoppo, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Gina Perna.

Il protagonista di questa storia assomiglia tanto ad alcuni personaggi di Molière che Luigi De Filippo amava molto. L’avaro, avarissimo imprenditore Gervasio Savastano, vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Forse teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più banale, lo manda in crisi.

Chi gli sta accanto non sa più come approcciarlo. La moglie e la figlia sono sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive. A un certo punto le sue fisime oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che porti sfortuna.  L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morir dal ridere. E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano.

Peppino De Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli un po’ oleografica degli anni 30.

Luigi aveva posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti. Qui l’azione su avvicina ai giorni nostri, ambientando la storia in una Napoli anni 80, una Napoli un po’ tragicomica e surreale in cui convivevano Mario Merola, Pino Daniele e Maradona.

Lo spettacolo concepito con un ritmo iperbolico condenserà l’intera vicenda in un solo atto di 90 minuti. Rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano, a questa storia si cerca di dare un sapore più contemporaneo. Quella che si racconta è una tragedia tutta da ridere, popolata da una serie di caratteri dai nomi improbabili e che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia dell’arte.

 

 

Russian National Show “Gzhel” in scena al teatro “Al Massimo” dal 10 al 19 gennaio 2020

Dopo aver fatto tappa in oltre cinquanta paesi di tutto il mondo, arriva a Palermo il Russian National Show “Gzhel”, evento internazionale che andrà in scena al teatro “Al Massimo” dal 10 al 19 gennaio prossimo e vedrà protagonisti oltre cinquanta artisti. Cinquecento splendidi costumi, giochi di luce mozzafiato per ricreare miti, canzoni e cerimonie di tutta la Russia. Le coreografie pittoresche, frizzanti e acrobatiche della compagnia trasmettono tutta la profondità dell’animo russo.

Il Russian National Show “Gzhel” porta in scena un caleidoscopio di danze nazionali esaltando l’antico folklore del popolo russo, omaggiando al contempo anche i capolavori mondiali della danza tradizionale. Fondata nel 1988 a Mosca, oggi la Compagnia è considerata il bigliettino da visita culturale della capitale russa, partecipa regolarmente alle celebrazioni ufficiali tenute nella Piazza Rossa, ai concerti al Palazzo dei Congressi del Cremlino, al Programma Internazionale “Giornate di Mosca”. Il Russian National Show “Gzhel” è ambasciatore dell’arte russa nel mondo ed è uno spettacolo unico nel suo genere, capace di portare sul palcoscenico tutte le atmosfere e suggestioni della tradizione coreutica russa, per uno show mozzafiato che continua a richiamare il pubblico di tutto il mondo. famosi foulard di Pavlovo-Posad sono protagonisti delle coreografie del Russian National Show “GZHEL”.

 

Teatro “Al Massimo”, Cucinotta, Belvedere e Andreozzi in scena dal 13 al 22 dicembre 2019 con “Figlie di Eva”

Le attrici Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi saranno le protagoniste della commedia “Figlie di Eva”, di Michela Andreozzi, Vincenzo Alfieri con Grazia Giardiello, che sarà in scena al “Teatro Al Massimo” di Palermo dal 13 al 22 dicembre prossimo. La regia è di Massimiliano Vado, le scene sono curate da Mauro Paradiso, i costumi da Laura Di Marco. Sul palco insieme alle tre attrici anche Marco Zingaro, nel ruolo di Luca Bicozzi.

Tre donne sull’orlo di una crisi di nervi sono legate allo stesso uomo, un politico spregiudicato, corrotto e doppiogiochista, candidato premier alle imminenti elezioni.

Elvira è la sua assistente perfetta, Vicky la moglie innamorata e protettiva, Antonia la ricercatrice universitaria che sta aiutando il figlio del politico a laurearsi. L’uomo dopo averle usate per arrivare in vetta, le scarica senza mezzi termini. Da lì parte un progetto che sa di vendetta, una rivalsa senza mezzi termini che punta a distruggerne l’immagine.

Cosa le lega le tre donne? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda

Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato.

Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto.

Anzi, meglio: lo vogliono “trombato”, come si dice dei politici che perdono le elezioni.

Perché un politico trombato è più morto di un morto.

Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco.

Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo,

proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare

anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle

prossime elezioni. Un po’ Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta!

Grazie auna serie di estenuanti provini trovano Luca Bicozzi, aspirante attore sfigato con problemi di autostima. Lo blandiscono, lo convincono, e dopo una full immersion in cui le tre figliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare un leader. Luca conquista il favore dell’elettorato, anche grazie ad un astuto sistema di auricolare con cui viene radiocomandato da Elvira.

Conquista però anche la fiducia in sè stesso, quindi vince un provino come protagonista di una

serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel

frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo?

Forse è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia, di capire che dietro a un grande uomo a

volte non c’è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti.

Figlie di E.V.A. è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le

donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.

 

Teatro “Al Massimo”, Lopez e Solenghi inaugurano stagione.

In scena dal 22 novembre all’ 1 dicembre 2019

 

Gli attori Massimo Lopez e Tullio Solenghi inaugurano la stagione del teatro “Al Massimo” di Palermo con lo spettacolo “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show” , che sarà in scena dal 22 novembre all’1 dicembre prossimo.

Solenghi e Lopez tornano insieme sul palco dopo quindici anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale. Uno spettacolo che dopo due stagioni trionfali in cui si sono superate le duecento repliche, si avvia alla terza con sempre rinnovata passione.

Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, scketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. Tra i vari cammei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, o quello di Maurizio Costanzo con Giampiero Mughini; e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show” del 2016, dalla quale è scaturito il desiderio di tornare sulle scene insieme. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da vecchie volpi del palcoscenico, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile marchio di fabbrica.

“Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco, con la voglia di tornare insieme sul palco dopo quindici anni, giocando appunto con i nostri attrezzi del mestiere, sketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie. Questa nostra scommessa, lanciata nell’estate 2017, ci ha ripagati alla grande con un centinaio di date nella prima stagione e più di cento nella seconda, e con altrettante e più in quella attuale 2019/2020. I teatri esauriti ci stanno esaltando, ma l’incontro col nostro pubblico contiene in sé una valenza affettiva che non era scontata. Ogni sera, oltre al divertimento condividiamo col nostro pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna Marchesini”.

 

GALLERY

 

Credits

#Radioin102

#Teatro al Masimo

Ph. Locandina #Giuseppe Giorgio Di Pace

completo Paillette: #Figure Boutique Palermo

Hair look #Raiaparrucchieri Palermo

Riprese intervista #Salvo Militello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il Parere del Pubblico

 

 

 

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